
La Carta di Milano è stata presentata e commentata dal Prof. Silvio Garattini nell’ambito dell’evento scientifico “Cinquant’anni con cura. Accanto alla fragilità”, organizzato il 23 maggio 2026 in occasione delle celebrazioni del 50° di Fondazione Floriani ETS presso Fondazione G. Feltrinelli, Milano.
La qualità di una società si misura da come accoglie e accompagna le persone più vulnerabili.
Che nessuno muoia solo, che nessuno soffra per mancanza di cure, che nessun professionista sia lasciato senza strumenti, che nessuna famiglia affronti la malattia senza sostegno, che nessun bisogno resti invisibile fino a diventare ritardo, inadeguatezza, assenza sono un dovere primario di ogni società.
Viviamo un tempo in cui la medicina realizza cose straordinarie. Eppure, proprio questa medicina, capace di prolungare la vita, di intervenire sulle malattie più complesse, di aprire possibilità un tempo impensabili, rischia di smarrire ciò che la rende profondamente umana, la capacità di riconoscere il limite, di alleviare e non abbandonare: le cure palliative.
Le cure palliative non sono una resa, sono la risposta clinica, civile ed etica al bisogno più antico ed ineludibile dell’umanità: curare quando non si può più guarire.
Oggi nel nostro Paese le cure palliative sono un diritto, ma nella pratica non sempre realmente esigibile, accessibile e tempestivo. Quando l’accesso dipende dal luogo in cui si vive, dall’età, dalla diagnosi o dalla capacità del sistema di intercettarlo, questo diritto spesso si trasforma in una promessa incompiuta: una cura mancata. È cura mancata quando le cure palliative non arrivano nel tempo giusto e nel luogo di vita, quando il bisogno della persona non viene riconosciuto precocemente, quando le cure disponibili non sono adeguate alla complessità della sofferenza, quando le scelte terapeutiche non sono appropriate o proporzionate, fino all’accanimento terapeutico.
È cura mancata quando le decisioni più difficili non sono sostenute da un confronto etico, condiviso e competente, quando i bambini, i ragazzi e le loro famiglie incontrano troppo tardi una rete capace di accompagnarli, quando formazione e ricerca non sono abbastanza sviluppate per preparare i professionisti, i sistemi e le comunità al complesso impegno del prendersi cura.
Questa Carta invita a compiere un passo di maturità collettiva che trasformi le buone norme in diritti realmente esigibili, le parole in risorse, le promesse in équipe adeguatamente formate attraverso reti capaci di raggiungere ogni persona, ogni bambino e ogni famiglia, in hospice, al domicilio e in ospedali, con l’attenzione ai bisogni più complessi.
Per questo riteniamo necessaria una sanità che misuri la propria qualità non solo dai tassi di sopravvivenza, ma anche dalla dignità con cui accompagna ogni persona nella malattia, nella fragilità, nella fase avanzata della vita, fino alla fine.
Una società capace di riconoscere che le cure palliative non riguardano soltanto i professionisti sanitari, ma l’intera comunità: istituzioni, decisori pubblici, cittadini, associazioni, mondo accademico, società civile.
Perché non abbandonare non è solo un atto clinico, è una scelta culturale, politica e morale. Auspichiamo che ogni cittadino italiano possa un giorno dire con certezza: “se dovessi ammalarmi gravemente, so che qualcuno si prenderà cura di me, che la mia sofferenza verrà ascoltata e alleviata con decisioni condivise e che la mia famiglia sarà sostenuta. So che non sarò abbandonato e avrò voce in capitolo sulla mia vita, fino alla fine”.
Auspichiamo quindi che le cure palliative non siano più una cura mancata.
Sottoscrivono questa Carta cittadini, professionisti sanitari, accademici, bioeticisti, rappresentanti istituzionali e delle associazioni di pazienti e familiari.
Sottoscrivono La Carta di Milano
Silvio Garattini, Paolo Floriani, Francesca Crippa Floriani, Gianlorenzo Scaccabarozzi, Giuseppe Bellelli, Augusto Caraceni, Oscar Corli, Gianpaolo Fortini, Giovanni Zaninetta, Maddalena Floriani, Matteo Crippa, Marco Ripamonti, Giada Franco, Maria Pastura, Alberto Pasi, Elena Pinardi, Roberta Cervini, Cristina Cornali, Danila Valenti, Isabella Marchetti, Giampiero Frasca, Giorgio Tresoldi, Fosca Quarti Trevano, Alberto Magni, Vincenzo Verrone, Carla Magni, Nicoletta Orthmann, Pierangelo Lora Aprile, Maurizio Cancian, Simone Cernesi, Eleonora Grasselli, Corinna Balatti, Virgilio Meschi, Elisabetta Vercesi, Francesco Morandi, Pierangelo Lora Aprile, Matteo Cattaneo, Federico Nicoli, Patrizia Elli, Lisa Melandri, Samuele Manzoni, Margherita Tommasella, Associazione Iris Istituto Ricerca Intervento Salute, Mario Renato Rossi, Nicoletta Cimadamore, Giacomo Massa, Chiara Maria Regina Musio, Vilma Cavarzan, Massimo Ingrassia, Brunella Cantaluppi, Myriam Piazza, Tania Piccione, Matilde Grasselli, Alberto Gigliotti, Carmen Dell’Orto, Donatella Bosco, Luigi Alici, Laura Mauri, Paolo Beretta Zanoni, Alessandra Cranchi, Bruno Andreoni, Giuseppe Carrà, Massimiliano Franco, Carlo Massa, Simone Laguardia, Fabrizio Limonta, Pietro Invernizzi, Giorgio Lambertenghi Deliliers, Adriana Cristina Balduzzi, Anita Regalia, Valeria Bossotti, Barbara Isella, Luca Mandia, Andrea Di Fronzo, Luciano Orsi, Alberto Rigolli, Patrizia Papacci, Daniele Lorenzet, Francesca Antoniutti, Antonio Vecchio, Claudia Menicanti, Michela Lepri, Noemi Simeone, Mario Tavola, Mariella Orsi, Giuseppe D’Amico, Giovanni Romano, Elena Harumi Montorfano
PER CONSULTARE LE SLIDE UTILIZZATE DURANTE LA GIORNATA DEI 50 ANNI DI FONDAZIONE FLORIANI

